La Chiesa parrocchiale di Somaglia

parrocchia somagliaFino al 1769 la Chiesa Parrocchiale di Somaglia, col titolo di Santa Maria di Monte Oldrato, era ubicata nel luogo conosciuto ora come Chiesa Vecchia posta a circa mezzo chilometro dall’attuale centro abitato – verso est sulla provinciale che conduce a Codogno. Tale chiesa risaliva a tempi remoti – esisteva già nel 1261 come risulta da un documento relativo alla visita del delegato apostolico Guala.

Per le sue precarie condizioni e per la sua ubicazione ormai lontana dal paese di Somaglia, fu demolita e iniziata la costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale il 14 ottobre 1769, la quale fu benedetta e aperta al culto il 31 dicembre 1773.

Su disegno dell’architetto Giulio Galieri di Milano, l’edificio si presenta all’esterno con una facciata mossa da un pronao neoclassico. L’interno è formato da un’aula quadrata con due cappelle laterali, un presbiterio di particolare ampiezza e abside ad emiciclo; la volta a calotta è orlata da finta balaustra con veduta prospettica del cielo che spinge lo sguardo in lontananza.

Nella cappella di sinistra è collocata una statua lignea del settecento raffigurante la Madonna del rosario; pure in legno intagliato con colonne e cariatidi è l’ancona sopra il coro, la cui nicchia contiene una statua di legno dorato della vergine Assunta (XVII secolo). Nell’ampio presbiterio campeggiano due grosse tele, o teleri, (cm. 450 x 800) che rappresentano: a sinistra, per chi guarda verso l’altare, “Il trasporto dell’Arca Santa”” di Sebastiano Ricci (Belluno 1659-Venezia 1734) dipinto nel 1752; a destra “La cacciata dei mercanti dal tempio” dipinta nel 1732 da Angelo Trevisani.

I due teleri erano stati dipinti per la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca di Venezia dove rimasero fino alla soppressione della Chiesa avvenuta nel 1806. Inseriti nei beni francesi, Napoleone li fece trasferire a Parigi. Tornarono a Milano nel 1809 e furono assegnati alla pinacoteca di Brera. Nel 1818 il conte Gianluca Cavazzi della Somaglia ottenne che fossero depositati e collocati nella Parrocchiale di Somaglia. Nel 1995 la Sovrintendenza ai Beni Artistici della Lombardia ha predisposto un radicale restauro conservativo dei teleri veneti, e l’intervento è stato effettuato nei laboratori di restauro Nicola di Aramengo (Asti).

Oltre a quanto descritto la Chiesa possiede all’interno pregevoli opere degne di nota: un prezioso Altare maggiore in marmo, la bussola della porta principale, il magnifico coro e i quattro confessionali provenienti dalla soppressa Chiesa di San Giovanni alle Vigne in Lodi. Non vanno neppure dimenticati due quadri raffiguranti Sant’Alessandro Sauli (lato pulpito) e la Beata Vergine Addolorata anch’essi provenienti dalla suddetta Chiesa. Entrambi i quadri sono stati restaurati (1996) dal summenzionato laboratorio di Asti. Infine l’organo del 1856, opera di Luigi Riccardi, splendido complesso di 2402 canne con effetti sonori straordinari per la varietà dei registri (oggi in disuso).

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