Saverio Griffini

Il 28 settembre 1802 nasce a San Martino Pizzolano Saverio Griffini.

Studente in legge all’università di Pavia, come tanti giovani del tempo partecipò ai moti piemontesi nel 1821.

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gen. Saverio Griffini

Il pensiero politico della Carboneria, caratterizzato dall’ideale costituzionalista, penetrò nel cuore del giovane studente e ciò non poté sfuggire alla capillare organizzazione della polizia austriaca. Nella primavera del 1821, prevedendo un sicuro arresto, riuscì, attraverso i boschi, a passare il Ticino e rifugiarsi in Piemonte. Sotto la guida di Santorre di Santarosa partecipò all’insurrezione di Alessandria ma tale iniziativa fallì per l’intervento degli austriaci chiamati da Re Carlo Felice e fu costretto ad una nuova fuga questa volta in Spagna e vi rimase fino al 1823.

Durante questo tempo prese parte ai fatti politici dei liberali spagnoli militò da prima nel battaglione “Minerva” e poi in cavalleria. Proprio mentre caricava con il suo squadrone l’esercito francese fu colpito alla testa da un colpo di fucile, fu fatto prigioniero e condotto in Francia. Appena possibile rientrò in Lombardia incoraggiato dalle notizie che il governo austriaco aveva concesso l’amnistia per i reati politici.

Purtroppo non fu così: rientrato a Milano il 30 giugno 1824 fu incarcerato e dopo regolare processo il 13 ottobre fu condannato a tre mesi di prigionia. Trascorsi i tre mesi di prigionia fu costretto al domicilio coatto a Orio Litta dove la famiglia possedeva dei poderi.

Nella primavera del 1848, allo scoppio dell’insurrezione milanese contro l’Impero austriaco, i patrioti lodigiani, pensarono proprio a lui come a un capo. Egli accettò con entusiasmo, fondò la “legione Volontari Lombardi” che fu riconosciuta dal Comitato di Guerra del Governo provvisorio di Lombardia ed operò efficacemente nel nostro territorio. Il Generale Bava impegnò tutti i volontari come avanguardia sul fianco destro in direzione di Goito. E’ qui che l’8 Aprile il Griffini si guadagnò la medaglia d’oro, la prima del Risorgimento concessa per atti di guerra, che gli fu consegnata personalmente da Re Carlo Alberto di Savoia.

Il 21 Aprile 1848 la Legione venne regolarmente inquadrata nell’esercito sardo; Saverio Griffini fu nominato Maggiore e successivamente, per brillanti azioni di avanguardia, promosso Colonnello. Richiamato a Milano il 28 Luglio il Governo provvisorio lo nominò Generale e gli affidò il comando della piazzaforte di Brescia. Con la resa di Milano rimase completamente isolato e l’armistizio stipulato dal Piemonte con Radetzky impose l’evacuazione di Brescia. Il Generale diffidò degli austriaci e rifiutò il salvacondotto che gli permetteva di rientrare in Piemonte e per vie più brevi attraversò la Lombardia e con le sue truppe riparò in Svizzera.

Tale impresa non fu capita e gli attirò pesanti critiche, malgrado le sue insistenti richieste perché fosse dimostrata la correttezza del suo operare, non ebbe soddisfazioni. Nel marzo 1849 ebbe fine la prima guerra di indipendenza e il Generale fu messo in aspettativa: si ritirò a Broni con la famiglia e si dedicò all’agricoltura. Allo scoppio della seconda guerra di indipendenza nel 1859, chiese di essere richiamato in servizio, gli fu offerto di far parte di un corpo di volontari, ma rifiutò in quanto avrebbe dovuto accettare un grado inferiore al suo.

Morì il 17 dicembre 1884 a Montenato di Bosnasco nell’Oltrepo pavese. Le sue spoglie furono traslate nel 1964 nel famedio del cimitero maggiore di Lodi.