Il progetto LIFE

Il progetto LIFE è uno strumento finanziario messo a disposizione dall’Unione Europea. Previsto fra le strategie per uno sviluppo sostenibile, è destinato a sostenere interventi di conservazione e valorizzazione di aree a notevole valenza naturalistica (i Siti della Rete Natura2000, oggi SIC e ZPS).

Il Comune di Somaglia, quale Ente Gestore del Sito Natura2000 di Monticchie ha beneficiato dalla Commissione Europea tra il 2003 ed il 2005 di un finanziamento LIFE Natura, codice IT03/000112, per il progetto: “Ardeidi e Anfibi: conservazione degli habitat nella Riserva Naturale e S.I.C. di Monticchie”. Il progetto è stato cofinanziato dalla Regione Lombardia e realizzato con la collaborazione del WWF Italia, partner ufficiale.

Il coinvolgimento di diversi attori è stato determinante per la fattibilità ed il raggiungimento dei risultati previsti nel Progetto, grazie anche alla costituzione di un Comitato LIFE Monticchie, di carattere consultivo, ufficializzato con Deliberazione della Giunta Comunale numero 144 del 14 ottobre 2003, così composto:

  • Carlo Andrea Marzatico (responsabile generale tecnico del Progetto LIFE)
  • Vincenzo Ferri (responsabile generale scientifico del Progetto LIFE)
  • Mariangela Quartieri (responsabile Ufficio Ambiente per il coordinamento delle azioni del Progetto LIFE di competenza dell’Amministrazione di Somaglia)
  • Franco Zavagno (forestale – libero professionista)
  • Epifanio Bassi (dal mese di luglio 2004 Assessore ai Lavori Pubblici)
  • Giuseppe Botti (dal mese di luglio 2004 Assessore all’Ecologia e Ambiente)
  • Maria Maddalena Zinzalini (responsabile Servizio Economico-Finanziario)
  • Silvio Pirovano (fino al mese di luglio 2004 coordinatore per il WWF Italia delle azioni di competenza del partner, poi sostituito da Annibale Gatto e la collaborazione di Calamaro)
  • Maria Antonietta Quadrelli (responsabile per il WWF Italia delle azioni di sensibilizzazione del Progetto LIFE)
  • Francesco Ciossani (tecnico del Servizio Ecologia del Comune di Casalpusterlengo, consulente tecnico).
  • Bassano Riboni (responsabile della Sezione WWF Basso Lodigiano)
  • i Sindaci (fino al 12 giugno 2004 dall’Ing. Luigi Lucchini, e successivamente dall’Ing. Pier Giuseppe Medaglia).

 

 PARTNERS

  • Commissione Europea Direzione Generale – progetti LIFE: finanzia il 50% del progetto
  • Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio: segue con l’Unione Europea lo svolgimento del progetto
  • Comune di Somaglia: Ente proponente del progetto finanzia l’8,5% del progetto
  • WWF Italia Onlus – partner ufficiale finanzia il 4,4% del progetto

 

GLI OBIETTIVI

Le minacce per il Sito Natura2000 di Monticchie, oggi S.I.C. IT2090001, sono costituite principalmente dall’isolamento ecologico e dal progressivo interramento delle risorgive di terrazzo, particolari e unici tipi di fontanile dove l’affioramento della falda freatica è stata determinata dall’antica azione erosiva del fiume Po.

L’impoverimento del paesaggio agricolo, per l’estensione delle monocolture cerealicole, ha reso la porzione del Sito occupata dal bosco umido quale ultima zona forestata di una certa estensione in un vasto territorio quasi privo di alberature.

La presenza di grandi e trafficate infrastrutture viarie poste a relativa breve distanza dai suoi confini attuali rendono davvero problematici i collegamenti naturali tra Monticchie e le altre zone umide del lodigiano. Il fiume Po è distante circa tre chilometri dal Sito, ma si interpongono l’autostrada A1 e la nuova linea ferroviaria a scorrimento veloce Milano-Bologna.

L’unico collegamento esterno per Monticchie è rappresentato dalla via golenale e d’acqua del colatore Brembiolo, distante circa 600 metri dall’area di massima tutela, ma confinante per buon tratto con il SIC; si tratta di un’area anch’essa tutelata con l’istituzione nel 2002 di un Parco Locale di Interesse Sovracomunale, promosso dai comuni di Casalpusterlengo (ente gestore), Somaglia e Fombio.

Il LIFE-Natura IT/03/000112 è stato presentato, promosso e portato a completa realizzazione dal Comune di Somaglia nei tempi previsti (1 giugno 2003 – 31 maggio 2005) con queste principali finalità:

  • per ridurre i rischi derivanti dall’isolamento ecologico
  • per favorire la persistenza numerica degli ardeidi prioritari e per salvaguardare i popolamenti di anfibi e rettili minacciati
  • per migliorare gli habitat delle diverse specie presenti con particolare riguardo a quelle endemiche, minacciate o di interesse faunistico prioritario
  • per sensibilizzare la cittadinanza ed i visitatori alle problematiche di conservazione del SIC di Monticchie ed alla sua importanza naturalistica nel contesto della Rete Natura 2000

Ecco gli obiettivi perseguiti :

  • la conservazione e il miglioramento degli habitat forestali
  • la riduzione dell’isolamento ecologico
  • la conservazione e la più razionale gestione della disponibilità idrica
  • il miglioramento degli habitat degli anfibi di importanza comunitaria e della fauna dulciacquicola in generale
  • la riqualificazione degli habitats terrestri e acquatici dei rettili di importanza comunitaria
  • la sensibilizzazione della cittadinanza, dei giovanissimi e degli agricoltori.

 

IL PIANO FINANZIARIO

Fonti di finanziamento:

Contributo comunitario richiesto 295.050,00 euro – 50% del totale
Contributo del proponente (Comune di Somaglia) 50.000,00 euro – 8,5% del totale
Contributo dei partner (WWF) 26.000,00 euro – 4,4% del totale
Contributo dei cofinanziatori (Regione Lombardia) 219.050,00 euro – 37,1% del totale

TOTALE PROGETTO 590.100,00 euro

 

I RISULTATI DEL PROGETTO

La conservazione e il miglioramento degli habitat di un Sito Natura2000 sede di una colonia di ardeidi gregari

Il mantenimento di popolazioni di Garzetta (Egretta garzetta) e di Nitticora (Nycticorax nycticorax) e l’incremento numerico delle rispettive colonie è avvenuto attraverso interventi di riqualificazione e potenziamento delle cenosi boschive igrofile presenti ed in particolare dell’ontaneto (habitat prioritario “91E0 Foreste alluvionali residue di Alnion glutinoso-incanae”), con la messa a dimora di quasi 10.300 tra alberi e arbusti in parcelle complessivamente estese per cinque ettari (4 ettari in piano e poco meno di 1 ettaro su terreni in pendio). La piantumazione è avvenuta secondo tre moduli d’impianto riferibili a situazioni ecologicamente distinte: bosco igrofilo nelle aree più depresse, bosco mesofilo su terreni moderatamente umidi, bosco termo-xerofilo sulla scarpata morfologica del terrazzo fluviale. Sono state impiegate piantine forestali di 1-3 anni di età, in contenitore, e di altezza compresa tra 0,5 m (arbusti) e 2 m (alberi), tutte appartenenti a specie autoctone la cui presenza è coerente con l’ecologia della stazione. Il Forestale dott. Franco Zavagno è stato incaricato della progettazione esecutiva degli interventi di riqualificazione della vegetazione e degli habitat forestali (azioni C1-C2-C3-C4), della costituzione dei primi corridoi ecologici (azioni C6-C7) e della direzione-lavori relativa (azione A6).

I lavori, affidati alla Ditta Rappo SrL di Cusago (Milano) sono iniziati il 12 gennaio 2005 ed ultimati il 7 aprile 2005, entro i termini previsti di 90 giorni naturali consecutivi, senza necessità di sospensioni dei lavori.

A distanza di tre mesi è risultata molto elevata la percentuale di attecchimento (80% circa) in tutte le aree e le situazioni interessate dagli interventi di forestazione. Dato l’andamento meteorologico favorevole dei primi mesi successivi all’impianto (nei mesi di marzo e aprile le piogge sono state abbondanti e le temperature mediamente non elevate), non si sono evidenziate (alla data di redazione di questo rendiconto) condizioni di stress a carico delle piante. Il problema maggiore è invece il contenimento delle specie tendenzialmente invasive, con particolare riferimento ai rovi e alle liane (luppolo, convolvolo e cucurbitacee esotiche). Per questo già dalla prima settimana di maggio 2005 è stato attivato il programma di governo e manutenzione degli impianti forestali realizzati (azione D1), assegnando alla Ditta Fasoli il primo intervento di taglio delle infestanti.

La riduzione dell’isolamento ecologico

E’ avvenuta attraverso la ricostituzione di due fasce arboreo-arbustive che partendo dall’area di massima tutela, seguendo perimetralmente zone d’acqua e seminativi, raggiungono i confini del S.I.C. e le contigue zone protette del Parco del Brembiolo. Si tratta quindi di veri e propri corridoi ecologici, estesi per più di 300 metri lineari con una larghezza approssimativamente di 5 metri, in corrispondenza del confine nord-orientale del S.I.C.. Sono state impiegate piante di discrete dimensioni (2,5-3 m per gli alberi, 1,5-2 m per gli arbusti), in relazione all’esigenza di ottenere un effetto a breve termine; le cortine arboreo-arbustive sono ubicate sulle sponde di un fosso utilizzato a scopi irrigui.

Piantumazioni per una connessione ecologica tra il SIC ed il vicino Parco del Brembiolo erano state effettuate nel corso del 2003 direttamente da uno dei proprietari (Ing. Mazzoleni), mentre sulla base di un accordo sottoscritto con l’azienda agricola Fratelli Rossi oltre ad aver portato a compimento l’intervento previsto dall’Azione C6, sono state messe a dimora nell’autunno 2004 alte alberature in unico filare lungo la strada di accesso Nord al S.I.C.

Sempre nello stesso periodo, altri 800 metri di parcella lineare, confinante con la pista ciclabile nel tratto di confine settentrionale del S.I.C. di Monticchie, sono stati piantumati con alberature di gelso (queste piantumazioni non sono imputate ai costi di Progetto LIFE)

Nell’ambito del Monitoraggio faunistico di cui all’azione F5, ai limiti settentrionali del SIC e lungo la strada provinciale Somaglia-Codogno, sono stati individuati tre punti di attraversamento a rischio di fauna terricola.

La pulizia di punti di attraversamento sottostradale preesistenti e il posizionamento delle cortine arbustive sopra descritte (presso la pista ciclabile) dovrebbero ridurre la mortalità dei colubri (Coluber viridiflavus) e dell’altra fauna terricola.

Con fondi specifici per il 2005 della Regione Lombardia saranno presto realizzate vie di passaggio protetto sottostradale (modificando l’alveo dei corsi d’acqua già sottopassanti il tratto stradale, con creazione di banchinature e di barriere di convogliamento) e poste segnalazioni visive nelle zone a rischio per gli autoveicoli in transito (segnali orizzontali e cartelli stradali per il rallentamento e la segnalazione di possibile attraversamento di fauna selvatica).

Sono stati sottoscritti a inizio novembre 2004 con i proprietari (Ing. Mazzoleni) o i conduttori-coltivatori diretti (Fratelli Rossi) gli accordi per il diritto d’uso (con scadenza alcuni nel 2008 e altri nel 2012) per parcelle perimetrali all’area di maggiore valenza naturalistica del SIC dove realizzare piantumazioni arboreo-arbustive (azioni C6 e C7 di Progetto) o assicurare il mantenimento della coltura del prato stabile anziché del seminativo.

Peraltro devono essere considerati, per quanto riguarda la migliore connessione ecologica del S.I.C. con le altre aree naturalistiche del territorio, l’evoluzione delle attività di conservazione e miglioramento degli habitat attivate nell’ambito del PLIS “Brembiolo” (che sono state illustrate nell’evento pubblico del 22 gennaio 2005 a Zorlesco di Casalpusterlengo); quanto considerato dal Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Lodi nella parte dedicata al SIC Monticchie”) e quanto deriverà dalle opere di mitigazione che la TAV SpA porterà a compimento nei prossimi mesi

La conservazione e la più razionale gestione della disponibilità idrica

Attraverso, in primo luogo, il mantenimento delle peculiari risorgive di terrazzo. Sono stati effettuati tra febbraio-marzo 2004 i lavori di ripristino funzionale delle bocche di cinque risorgive con risagomatura e asporto dei materiali depositati sul fondo. Il ripristino straordinario ha riguardato anche più di un chilometro e mezzo delle canalette di scolmo dalle stesse risorgive. Altre due risorgive e relative aste di deflusso sono state completamente ripristinate, in quanto da anni risultavano interrate, nel mese di gennaio 2005, in collegamento con il sistema idrico preesistente.

Per un agevole ed efficace controllo dei flussi d’acqua sono stati ricostruiti quattro chiusini in mattone-cemento-legno, in coincidenza con le più importanti intersezioni e posti in manutenzione quelli preesistenti, per regolare sia il deflusso verso l’esterno, sia l’eventuale riflusso dalle rogge circostanti, roggia Serpa e roggione Monticchie (Figura 4, azioni C19 e D2).

Per verificare la qualità delle acque è stato attivato un monitoraggio delle acque circolanti (Gomarasca & Marziali, 2004; Borsani, 2005, “Indagine sulla qualità delle acque della Riserva di Monticchie”) che ha provato le condizioni critiche dei corsi d’acqua perimetrali rispetto alla situazione delle risorgive interne.

Per conoscere la situazione idrografica generale, per quanto riguarda la disponibilità di falda, la profondità di scavo del programmato pozzo artesiano (scavato e attivato dopo le dovute autorizzazioni nell’abito dell’azione C14), la circolazione generale delle acque di risorgiva e di quella di scolmo dei terreni, sia nell’area di massimo rispetto che in quella circostante sono stati effettuati tre studi specifici dal Dott. Marco Daguati, geologo. Lo “Studio Idrogeologico”, consegnato nel mese di aprile 2004, lo “Studio della rete idrografica della Riserva di Monticchie” consegnato a fine ottobre 2004 e lo “Studio generale della rete idrica superficiale” consegnato a maggio 2005.

A fine ottobre 2004 è stata ufficializzata una collaborazione con l’ITAS di Codogno per la redazione di un capitolo riguardante l’Agricoltura sostenibile ed in particolare l’utilizzo di fanghi, concimi e sostanze chimiche secondo il Codice della buona Agricoltura, all’interno di un volume, redatto nel mese di marzo 2005 da Christiana Soccini e Francesco Ciossani. Il volume, “Agricoltura e Biodiversità” (azione E12), stampato nel mese di maggio 2005 dalla ARS Tipolitografia di Casalpusterlengo, presenta la biodiversità del SIC di Monticchie e le vecchie e nuove problematiche derivanti dalla sua inclusione nella Rete NATURA 2000.

E’ stata, infine, promossa durante il periodo del LIFE una collaborazione più stretta con i proprietari-coltivatori diretti e con i tecnici del consorzio di gestione delle acque competente (Consorzio Muzza Bassa Lodigiana), per una gestione più consona al valore naturalistico del Sito dei terreni riparii e dei corsi d’acqua in generale.

Il miglioramento degli habitat degli Anfibi di importanza comunitaria e della fauna dulciacquicola in generale

E’ stata completata nei terreni del SIC di proprietà del Comune ) la fase di scavo e di sagomatura di nuove raccolte d’acqua da rendere disponibili per la fauna dulciacquicola (lato nord-ovest del SIC).

Questo intervento (azioni C15 e C16 e collegato alle azioni C13, C18 e C19) è iniziato nel mese di aprile 2004, con scavi di prova per conoscere la situazione idrologica dell’area; nel mese di novembre 2004 i lavori di scavo generali sono stati affidati alla ditta Baronio Giovanni, che li completava nella prima settimana di febbraio 2005.

Le opere sono state realizzate mediante impiego di un escavatore cingolato, di una pala meccanica gommata e di un automezzo per la movimentazione del terreno, oltre che di una squadra tipo di operai costituita da quattro persone.

Complessivamente sono stati rimossi circa 1700 mc di terreno collocati nelle immediate vicinanze delle nuove raccolte d’acqua per costituire un argine laterale parallelo al nuovo percorso didattico.

Rispetto al progetto iniziale, sulla base del primo Studio Idrogeologico del Dott. Daguati, per ricevere sufficiente acqua dalla prima falda di circolazione di risorgiva è stato necessario approfondire notevolmente i diversi bacini e le canalette ad essi collegate, portandoli da una media di profondità prevista di 50-80 cm alla profondità finale media di 150-200 cm. Ciò ha imposto di modellare con attenzione parte delle sponde per mantenere un’agevole accesso all’acqua a tutta la piccola fauna.

Di conseguenza si è registrato un notevole allargamento del fronte e dei profili di scavo e una quantità molto maggiore di terra di risulta.

Il fondo dei diversi nuovi bacini è risultato comunque adeguatamente impermeabilizzato da spessi strati di argilla e al termine dello scavo si è potuto verificare la disponibilità e la permanenza della quantità d’acqua necessaria per permettere la riproduzione ed il successo riproduttivo degli anfibi.

Situazioni di emergenza idrica saranno comunque risolte ricorrendo ai prelievi dalla falda profonda (quindi di sicura qualità) attraverso il pozzo artesiano appositamente realizzato; l’emungimento sarà effettuato attraverso un apposito contratto con un agricoltore

La notevole quantità di terra di risulta è stata utilizzata in loco, come si è detto, per creare un rilevato laterale in grado anche, una volta naturalmente rivegetato, di garantire una certa protezione dal disturbo antropico alla fauna che andrà a colonizzare gli invasi.

A margine di questo rilevato (alto circa due metri e largo 5, lungo circa 200 metri) passa il nuovo sentiero didattico e si collocano due nuovi punti di osservazione

I monitoraggi dello status di popolazione e faunistici durante lo svolgimento del Progetto LIFE Natura (a cura di Vincenzo Ferri) hanno confermato la presenza di specie ritenute già scomparse (Triturus carnifex) o in forte rarefazione (Hyla intermedia, Bufo viridis) e di scoprire specie ittiche di rilevanza faunistica (Cobitis taenia bilineata, Sabanejewia larvata, Alburnus alburnus alborella, Knipowitschia punctatissima, Rutilus erythrophtalmus).

Per gli anfibi è stata subito verificata e provata la validità degli interventi eseguiti di potenziamento e miglioramento dei siti riproduttivi.

Per quanto riguarda Rana latastei (che in questa località è sotto monitoraggio dal 1987 a cura di Ferri) è stato evidenziato un notevole incremento nelle deposizioni (passate da 12 ovature del 2003, alle 42 del 2004 e alle 125 del 2005) e una distribuzione estesa in tutta l’area di massima tutela. Nel 2005 una buona parte delle deposizioni ha riguardato le nuove raccolte d’acqua. Il positivo incremento registrato non ha riscontro negli anni di rilevamento (vedi Ferri, 2004, Aspetti di ecologia riproduttiva di una popolazione di Rana latastei).

Nelle stesse nuove raccolte d’acqua sono accorse e si sono riprodotte nel 2005 circa una decina di coppie di Hyla intermedia (che dal 1992 mancava dal SIC) e altrettante di Bufo viridis (che fino al 2004 ha sempre avuto nel SIC di Monticchie una presenza molto limitata e senza riproduzione) (Ferri, 2005. Relazione finale Monitoraggio piccola fauna prioritaria ).

Riqualificazione degli habitat terrestri e acquatici dei Rettili di importanza comunitaria

Nell’ambito dell’azione C5 sono stati realizzati dieci rifugi per ofidi e sauri, soprattutto per Coluber (Hierophis) viridiflavus e Lacerta bilineata, ma anche per Anguis fragilis e Natrix natrix helvetica. Tre di questi rifugi hanno grandi dimensioni e sono stati realizzati sul pendio di terrazzo settentrionale, in coincidenza con le zone più insolate e con radure xeriche. Gli habitat adatti a queste specie sono aumentati grazie alle fasce arboreo-arbustive realizzate perimetralmente ad alcuni seminativi e alla pista ciclabile.

Con le nuove raccolte d’acqua sono migliorate le condizioni d’habitat anche per il piccolo nucleo di Emys orbicularis presente nel territorio di Somaglia: sono infatti ora disponibili invasi più soleggiati, con sponde adatte al riscaldamento e un dosso sabbioso dove potranno eventualmente deporre le uova. In corso di Progetto sono state richieste informazioni alle rispettive direzioni del Parco regionale Adda Sud e del Parco Naturale della Valle del Ticino Piemonte sui rispettivi progetti di conservazione di Emys orbicularis e sono state prospettate forme di collaborazione e la disponibilità del SIC e Riserva di Monticchie per eventuali programmi di potenziamento della specie.