Cos'è
A chi è rivolto
Le Giornate FAI sono eventi di raccolta fondi: partecipare a ogni visita con una donazione significa sostenere la missione della Fondazione. In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito. Chi ha la tessera FAI o fa la tessera direttamente in loco, ha diritto all’accesso prioritario.
Poco discosto dalla cittadina di Codogno, il Castello Cavazzi di Somaglia si erge su un'altura del terrazzo morfologico che separa la pianura alluvionale del Po, in basso, dal pianalto superiore. In seguito ai mutamenti politico-sociali e alle vicissitudini della proprietà attraverso i secoli, dell'originario castello oggi non rimangono che poche tracce celate nei sotterranei e nelle fondamenta.
Il castello di Somaglia è una fortezza viscontea fatta costruire da Bernabò Visconti nella seconda metà del XIV secolo. Nel 1371 divenne feudatario del castello, investito del signorato, Nicorolo Cavazzi. La casata dei Cavazzi mantenne la proprietà della fortezza fino al 1980, anno in cui il castello fu donato al Comune di Somaglia. La famiglia Cavazzi venne associata al territorio di Somaglia ed è comunemente denominata “Cavazzi della Somaglia”.
L'attuale aspetto del Castello di Somaglia deriva dall'intervento di Bernabò Visconti nella seconda metà del Trecento e dalla trasformazione seicentesca dei Cavazzi, che lo convertirono da roccaforte a residenza nobiliare. L'accesso avviene attraverso un percorso in salita verso la torre rettangolare in mattoni a vista, con ampio arco a tutto sesto; le grandi finestre quadrangolari e il balconcino in ferro battuto testimoniano la perdita della funzione difensiva. Visibile anche l'antico ingresso ogivale, oggi tamponato. All'interno si apre una corte quadrangolare con corpo nobile scandito da fasce marcapiano; al centro della facciata spicca un portico a serliana con colonne in granito, espressione del gusto seicentesco volto ad affermare prestigio e raffinatezza. Sorto forse su un “castrum” del X secolo, il castello fu ricostruito da Bernabò come presidio strategico e donato a Beatrice Regina della Scala. Passò poi a diverse famiglie fino al ritorno ai Cavazzi con Francesco Sforza. Dopo l'estinzione dei Dati (1816) seguì un periodo di declino, usi impropri e abbandono, finché negli anni Ottanta del Novecento Guendalina Cavazzi lo donò al Comune, avviandone il recupero e la valorizzazione culturale.
Date e orari
21 mar
22
mar
Costo
Gratuito
Luogo
Punti di contatto
Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2026, 16:33